Erano anni che il giorno della maturità, a colazione, tutti i tg, di tutti i canali, trasmettevano il solito servizio “pre-traccia” con tutti quegli studenti che attendevano ansiosamente il fatidico momento del compito di italiano. Ed erano anni che io, a colazione, il giorno della prima prova, fantasticavo su come sarebbe stata la mia, di maturità. E’ strano perchè fino a qualche anno fa la maturità sembrava qualcosa di così distante, una di quelle cose che quando ci pensi, dici “Poi si vedrà”… E invece il 2013, nonostante le previsioni dei Maya, è arrivato e anche io, come milioni di altri ragazzi, sto per trascorrere la mia favolosa e temuta “notte prima degli esami”.
E’ inevitabile, in notti come questa, pensare a ciò che è stato e, soprattutto, a ciò che sarà: penso alle volte in cui la scuola mi andava troppo stretta, a quelle mattine in cui separarmi dal letto era peggio che fare un bagno al Polo Nord, però, poi, raffiorano alla mente le risate, le intese, e devo sforzarmi per non far cadere una lacrima.
Forse “maturità” è questo, forse maturità significa guardare al passato con gli occhi lucidi e al futuro con i denti stretti.
In bocca al lupo.
G.

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