
Ci vuole la traccia giusta per scrivere.
Ci ho perso l’abitudine, ho bisogno di un sottofondo musicale adatto.
Tutto è partito perchè il caos e il caso non dormono mai.
La colonna sonora, Les jours tristes, Yann Tiersen.
E così una Micra gialla un po’ ammaccata si trovò a varcare confini prima inesplorati, a sfiorare e superare limiti di velocità, a raggiungere una destinazione un po’ più lontana del solito. Poi le transenne, priority access, folla.
Si, sto parlando del rock in Roma che quest’anno ha visto gli Arcade Fire, la Indie Rock band canadese più quotata del momento in concerto all’Ippodromo delle Capannelle.
Si raccomandano con il loro pubblico di mascherarsi, di usare un abbigliamento con qualche accessorio particolare, strano e pazzo perché «Pensiamo soltanto che sia molto più divertente mettere su una specie di “carnevale” con il quale possiamo divertirci tutti insieme».
Una notte di coriandoli, maschere, luci specchi, miti, salti sorrisi. Una notte che sei a casa tua, pure se, da casa tua, sei molto distante.
.I need the right track to write.
I’m not used to writing posts lately, so I need a good soundtrack.
Everything began because “chaos and fate never sleeps”.
The soundtrack : Les jours tristes, Yann Tiersen.
Once upon a time a yellow bruised cart found itself crossing unexplored borders, reaching and overtaking speed limits, reaching a further destination. Then barriers, the priority access, the crowd.
I’m talking about the “Rock in Roma” event that hosted Arcade Fire, the most esteemed Canadian Indie Rock band, at Capannelle Hippodrome.
They recommend to wear masks, to wear strange, crazy, particular accessorizes because «We think it’s much more amusing rigging-up a sort of Carnival that involves everyone»
A night of streamers, masks, colored lights, mirrors, myths, smile. A night during which you’re at home, although you’re far away.










































G.


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