Io non lo so se per voi è facile lasciare che qualcuno o qualcosa vi tocchi l’anima. Io e i miei impenetrabili muri abbiamo dei seri problemi con questo delicato argomento. E’ complicato che le persone scorgano la mia aura, perchè negli anni l’ho sepolta sotto un cumulo di travestimenti ben pensati.
Ma non sono qui a parlare di persone; quelle le stento a capire, ancora oggi.
Voglio parlare di cose; di una cosa in particolare che mi fa vibrare l’anima, la musica. Non è un caso che scriva questo post proprio in questo momento; infatti nelle ultime due settimane ci sono stati due eventi che mi hanno sensibilizzato in merito:
Evento numero 1: film di Steve Jobs.
Evento numero 2: un concerto.
Non rientro nella parte della popolazione globale munita di un dispositivo Apple; sono contraria alla politica di chiusura inaugurata da questa compagnia. Eppure la personalità di Jobs mi ha affascinata. Aldilà del genio, Jobs amava Dylan e, reputandolo un genio visionario, traeva ispirazione dalle sue canzoni per i suoi discorsi. Un esempio è il discorso in occasione del lancio del ‘Macintosh’, che iniziò così:
“Welcome to Apple’s 1984 Annual Shareholders meeting. I’d like to begin by reading part of an old poem by Dylan, that’s Bob Dylan”
Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide,
The chance won’t come again
And don’t speak too soon
For the wheel’s still in spin
And there’s no tellin’ who that it’s namin’.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin’.
Mi ha seriamente colpita questa cosa. Mi ha colpito l’intensità dell’influenza della musica su una personalità come quella di Jobs.
Per quanto riguarda il concerto a cui sono stata… è lì che ho sentito la mia anima vibrare. Riascoltando pezzi con cui sono cresciuta, maturata, ascoltando quelle note sulle quali spesso ho riso o addirittura pianto, mi sono sentita incapace di parlare, incapace di cantare, incapace di muovermi. C’era solo lei, Vero, che mi teneva la mano, con la stessa faccia estasiata, con lo stesso sorriso e la stessa voglia di vivere quei momenti, cogliendone ogni singola sfumatura.


G.

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