Oggi, di ritorno dall’uni, cercavo nella mia camera cose comode da indossare. Qualche giorno prima avevo appeso al mio appendiabiti una felpa – souvenir di un viaggio a NY, una tuta e un paio di calzini stance, molto colorati. Mi aspettavo di trovare le cose così come le le avevo lasciate. E invece no. Da qualche tempo a questa parte, infatti, si è insinuata nella mia stanza una capiente cesta bianca nella quale vengono gettati tutti gli oggetti che io, che sono molto disordinata, lascio in giro, più precisamente in ‘luoghi non idonei’.
Lì dentro qualcuno aveva messo le cose che precedentemente erano appese all’appendiabiti. Mi spoglio. Infilo la felpa. Poi la tuta. Cerco i calzini. Uno dei due era nella cesta , e l’altro? !
Apro il cassetto, no qui non c’è; apro l’altro cassetto, nemmeno l’ombra del calzino colorato; spalanco le ante dell’armadio, poi quelle di quello successivo, e niente.
Mi giro intorno, cercando di scrutare ogni angolo della camera illuminata dal sole pomeridiano, ma niente.
Mentre il mio sguardo si posava in ogni punto della stanza vedo, con la coda dell’occhio, qualcosa di colorato e, dapprima non riesco capire da dove provenga questo oggetto. Il calzino stance era nel cappuccio della felpa e lì era stato tutto il tempo in cui lo avevo cercato.
Mi addolora accettare che spesso la realtà dei fatti ci sfugge nonostante stia proprio sotto il nostro naso. Mi addolora perché passo molto tempo in un universo parallelo, con la testa oltre le nuvole, oltre il cielo. Sogno molto. Ma trascorrere il tempo in un altro mondo non aiuta a vivere; anzi illudersi che le cose siano diverse come sono devia la percezione della realtà.
Lì dentro qualcuno aveva messo le cose che precedentemente erano appese all’appendiabiti. Mi spoglio. Infilo la felpa. Poi la tuta. Cerco i calzini. Uno dei due era nella cesta , e l’altro? !
Apro il cassetto, no qui non c’è; apro l’altro cassetto, nemmeno l’ombra del calzino colorato; spalanco le ante dell’armadio, poi quelle di quello successivo, e niente.
Mi giro intorno, cercando di scrutare ogni angolo della camera illuminata dal sole pomeridiano, ma niente.
Mentre il mio sguardo si posava in ogni punto della stanza vedo, con la coda dell’occhio, qualcosa di colorato e, dapprima non riesco capire da dove provenga questo oggetto. Il calzino stance era nel cappuccio della felpa e lì era stato tutto il tempo in cui lo avevo cercato.
Mi addolora accettare che spesso la realtà dei fatti ci sfugge nonostante stia proprio sotto il nostro naso. Mi addolora perché passo molto tempo in un universo parallelo, con la testa oltre le nuvole, oltre il cielo. Sogno molto. Ma trascorrere il tempo in un altro mondo non aiuta a vivere; anzi illudersi che le cose siano diverse come sono devia la percezione della realtà.

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