Chiudo gli occhi.
Rimetto indietro le lancette, provo a sfidare il tempo ma so già di avere poche chances di vincere.
Al mio trio.
Non è facile affrontare con il piede giusto le giornate di pioggia, specialmente quando questa è insistente, incessante e accompagnata dal vento.
Non è facile affrontare i problemi, gli umori, i rifiuti, le cose che spesso sembrano andare nella direzione sbagliata; siamo grandi, ma non abbastanza da andarci da soli, sotto la pioggia. Io sotto la mia pioggia ci ho portato voi e voi avete portato me nelle bufere e nei turbini che ci sono nelle vostre vite. Voi mi avete insegnato ad aspettare pazientemente l’arcobaleno e nel frattempo ci siamo riempiti di storie, sogni, ansie, feste, numeri, formule, dolci, musica, film, pacche sulla spalla, abbracci, pugni , urla e a volte di silenzi assordanti. Voi mi avete insegnato che si può donare la felicità e soprattutto che non ci vuole la sfera magica per trasformare il broncio in un sorriso: basta un po’ di buon senso e una manciata di tutte quelle piccole cose che addolciscono i giorni più duri.
Sono arrivati i fallimenti, le rotture, i cambiamenti, quelli radicali, eppure ci siamo sempre rimboccati le maniche e, se necessario, abbiamo ricominciato tutto dall’inizio, evitando di commettere sempre gli stessi errori; anzi no, commettendoli almeno 45 volte prima di imparare la lezione.
È a voi che penso ora che sono finite le ultime due ore dell’ultimo corso dell’ultimo semestre dell’ultimo anno di triennale. Vi penso e chiedo a voi cosa dovrei provare. Gioia ? Tristezza ? Indifferenza ? Sollievo ? Rassegnazione ?
Sono sensibile agli inizi e alle conclusioni e voi lo sapete, mi mettono in difficoltà.
E no, ora proprio non ci riesco a trovare le parole giuste per descrivere il mio stato d’animo. Però posso provare a cercare quelle giuste per imprimere su una pagina html quello che penso quando vi guardo. Ad esempio ci starebbe bene un ‘grazie’, un ‘a noi’, un ‘per esserci sopportati’, un ‘incondizionatamente’, un ‘e per avere cercato’, un ‘senza perdere la speranza’, un ‘l’arcobaleno dietro le nuvole’.





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