Quest’anno il tre novembre le vetrine dei negozi si erano già liberate delle zucche di Halloween per lasciare spazio alle lucine di natale. ‘Ma è solo il tre novembre, per dincibacco!’ mi dicevo ripetutamente ad ogni nuovo angolo natalizio della città. Il tre novembre stavo ancora pensando al primo novembre di Ognissanti che mi aveva regalato un lunedì al sapore di domenica e l’anticipo di quelle ghirlande dai toni Rossi e verdi mi sembrava stonare con l’unica idea di inizio novembre che il mio cervello era in grado di accettare: con le vetrine di Halloween dimenticate ed in decadenza. Insieme a questo, quelli erano giorni in cui il grande freddo iniziava a bussare alle porte della città ed io che ancora stavo organizzando mentalmente il cambio di stagione, ho dovuto arrendermi alla consapevolezza di essere in ritardo ed accettare l’idea che il giubbino di pelle nero da lì in poi non mi avrebbe più scaldata. Io ero in ritardo ed il Natale era in anticipo. Due sensazioni un po’ scomode. Nelle settimane successive l’avvicinarsi effettivo del Natale insieme ad una severa pianificazione dei lavaggi della sezione “fuori tutto che fa caldo” e di quella “copriti cretina che ti viene il raffreddore e mo col covid so’ cazzi” del mio guardaroba avevano affievolito gradualmente il mio disturbo e se da un lato avevo finalmente iniziato a coprirmi per bene, dall’altro un accenno di sorriso spuntava sul mio viso davanti ai teneri gnomi rossi, agli alberi di Natale, ai fiocchi di neve in polistirolo ed alla carta da regalo che in coro cantavano “consumismo!”. Impossibile non lasciarsi travolgere da una melodia così orecchiabile e travolgente, tanto da ritrovarmi di lì a poco a stilare la lista dei regali, così catalogati: https://www.youtube.com/watch?v=w9LVLdqGFvQ
1. Regali “grazie, con te la mi vita è migliore”
2. Regali “grazie perché mi hai sopportato”
3.Regali “grazie per avermi scritto qualche volta “
4. Regali “tu non te lo saresti meritato però hai del potenziale di miglioramento”
5. Regali fatti e non consegnati.
Tra una voce e l’altra della mia lista dei regali mi accorgo che ogni volta che mi affaccio alla vita lì fuori, illuminata ad intermittenza da lucine colorate con in sottofondo la playlist ‘Christmas hits’ di Spotify, mi sento avvolta da una sensazione di calore e felicità intrinseca che proprio non riesco a spiegarmi visti gli 0 gradi ed il mio pessimo umore. Allora mi dico : è forse questa la magia del Natale ? Forse non è il Natale in se ma tutto ciò che al Natale è connesso ad essere così magico ? Non lo so, mi viene solo da pensare a quest’anno ed alle scintille che non sono scoccate ed a quelle che hanno causato esplosioni. Ai messaggi visualizzati senza risposta. E alle chiamate inaspettate. A chi non ho più sentito. Ed a chi è rimasto. A chi mi ha distrutta. Ed a chi mi ha rimesso a posto. A chi è andato via. Ed a chi invece è tornato. Agli errori di valutazione. I MIEI errori di valutazione. Ed a quando invece cazzo ci ho visto lungo. Ai tramonti. Ed agli affetti intramontabili. Al dolore che non avevo mai sentito. Alla bellezza di una normalissima cena a casa. Ed a quella della mia famiglia seduta accanto al me sul divano. Ai miei amici veri. Alla mia famiglia. Ed al mio amore. Buon Natale.


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