Locandine senza tempo

È vero. Fateci caso. Le locandine abbandonate alle bacheche in città non riportano mai l’annata dell’evento. E allora tu, passante distratto che ormai sei abituato a mettere ‘mi interessa’ o ‘parteciperò’ agli eventi sui social o a leggere cosa c’è di interessante in città su Zero, ti fermi ad osservare quello spesso strato di locandine ammassate chiedendoti se davvero c’è ancora qualcuno che spalma colla sui fogli di carta per pubblicizzare eventi nell’era della digitalizzazione. Però poi qualcosa attira la tua attenzione, un gruppo i cui pezzi sono nella tua playlist da serata suona nel club pincopallino domenica quattordici agosto e quindi tiri fuori il tuo cellulare e fai una foto dei dettagli per usarla come asso nella manica quando l’indecisione dei tuoi amici piomberà sui programmi per il weekend. E proprio allora, mentre manéggi con fare da croupier la tua carta fortunata e stai per alzare il braccio ed abbassarlo con foga perché quell’asso ti farà portare a casa la fatidica scelta dell’evento per la serata, una voce dalla massa ti colpisce ed affonda così ‘oh frate, ma vedi che quelli si sono sciolti due anni fa, è un peccato lo so, anche a me piacevano tantissimo”. E così tu, incredulo, riponi tristemente la carta nella tua manica, trovando nel tuo browser le prove del fatto che sulla fottutissima locandina non c’era scritto, ma l’evento risaliva a tre anni fa e di questo non c’era più traccia in alcun dove.

Incredibile, vero ? Come un pezzo di carta con un’informazione mancante possa darti la possibilità di tornare indietro nel tempo, illudendoti per qualche istante che quello che non c’è, ci sia ancora. Proprio mentre mi chiedo quando questo tipo d illusione possa fare male piuttosto che bene la mia mente sta già elencando i momenti che vorrei riportare qui, illusoriamente. Per esempio sarebbe bello  tornare a quei giovedì sera universitari a Fuorigrotta quando orde di studenti si lanciavano in pista, alternando balli scatenati a lunghe file di cicchetti e tra questi se ne distingueva uno, Willy, che invece se ne stava in pista a godersi alternativamente il suo cucciolone ed il suo chupa chups. Oppure che bello sarebbe ritornare a quando sempre Willy, forte dei punti accumulati sulla sua fidelity card del bowling per nientepocodimenochè circa 10 anni (dalle scuole medie fino all’università), pensava bene di investire questo suo patrimonio in un buon vecchio pallone da calcio, perso oltre la recinzione del parco dell’Edenlandia nel bel mezzo di una partita giocata all’ultimo sangue. Che ridere pensare al modo in cui aveva dovuto recuperare la palla, arrampicandosi su una parete alta sette metri, rischiando di rompersi una gamba. Sarebbe bello tornare a vederti incastrare tutti gli impegni ai quali non dicevi mai di no, Willy, pur di non vedere finire i rapporti , pur di trovare il tempo di ascoltare un amico con il cuore infranto ed allo stesso tempo lavorare e contemporaneamente non morire mentre giochi a Sky. Dicevi ‘non ho tempo da perdere’ e tu non hai perso nemmeno un secondo della tua vita che purtroppo è finita così presto ma che, nella sua follia, ha influenzato positivamente quelle di tutte le persone che hanno orbitato intorno a te. 

Per questo, Willy, mi piace pensare a te come la nostra locandina senza anno. Senza tempo. Appese sulle pareti delle camere di tutti noi, ognuna di esse ci darà accesso ad un ricordo di te, riservandoci la possibilità di immaginare che una delle tue follie si ripeta domani. E con questa illusione ci strapperai ancora qualche sorriso in mezzo a questo dolore che forse nessuno di noi era ancora pronto a provare.

Non perdere nemmeno un secondo dell’eternità.

Lascia un commento