Sono le tre del mattino. Tutto sembra seguire vorticosamente una spirale senza fine. Hai fatto tardi ed anche stavolta hai esagerato. Ti incammini verso la tua stanza in quell’appartamento che condividi nella periferia di una città che non è tua e che ti relega fuori dalle sue mura perchè solo lì puoi permettertene gli affitti. Il buio fitto è interrotto in modo regolare da fiochi lampioni che creano un’altalena di luce ed ombra che si ferma appena svolti l’angolo, immobilizzandosi in una stradina senza luce. Per strada solo zombie come te, mossi dallo stomaco vuoto verso gli unici venditori di cibo che sono ancora o già aperti a quell’ora: i kebabbari. Ad un tratto ti accorgi di non essere solo, un’ombra alle tue spalle ti sta seguendo ed in effetti non è la tua. I tuoi sensi intorpiditi si lasciano attraversare dalla paura e fanno velocizzare i tuoi movimenti fino a trasformarli in una corsa. ‘Cosa vorrà?’, pensi, ‘Ho pochissimi contanti, il mio cellulare è un vecchio modello di scarso interesse, di certo non vorrà derubarmi’, poi giungi alla plausibile conclusione ‘forse vorrà uccidermi, non c’è ombra di dubbio. Sarà un serial killer psicopatico che prova piacere nel torturare le sue vittime prima di farle agonizzare’. Nel frattempo ti accorgi che il respiro si è ormai fatto pesante e che non ti permetterà di sostenere questo ritmo ancora a lungo. Allo stesso tempo l’ombra regge il tuo passo e se ne sta dietro di te pronta all’agguato, riflettendo nella sua forma l’altalenarsi della luce e dell’ombra e non molla nemmeno di un millimetro il tuo inseguimento. Sei ormai al limite e mentre il tuo corpo sta cedendo al peso di uno sforzo che non riesce più a sostenere, la tua mente sta cedendo alla convinzone che ormai è finita, che l’ombra ha vinto, ti ha incastrato in fondo ad una strada senza via d’uscita e farà di te quello che vuole, ti torturerà, ti esorcizzerà fino a quando non ti vedrà agonizzare su un lettino da ospedale che si è fatto sistemare nel seminterrato della sua casa. Proprio nel momento in cui tutto sembra essere giunto alla fine, la vedi. E’ là. Una piccola apertura nel muro alla tua destra ti sta offrendo una via d’uscita e tu fino a quel momento non l’avevi vista, preoccupato com’eri a pensare al peggio. La varchi e l’ombra nemmeno se ne accorge, continuando ignara il suo inseguimento di qualcosa che non raggiungerà mai. Intanto tu sei salvo, te la sei cavata, appoggi le mani alle ginocchia leggermente flesse e tiri un sospiro di sollievo che spazza via ciò che resta del tuo respiro affannato. Ti guardi intorno e ti chiedi quante volte ancora dovrai scappare da situazioni come questa, con le ombre della tua vita alle calcagna ed il cuore che ti palpita in gola. Ti rispondi che inevitabilmente ti capiterà molte altre volte ma quello che conta è che ogni volta che ricapiterà troverai una via d’uscita. Ci pensi meglio ed infine sorridi perché in fondo lo sai che dalle relazioni tossiche, dal dolore, dal lavoro che non ti gratifica, dalla tristezza, dall’ansia, dalle aspettative, dalle delusioni, dalle persone che non ti fanno bene, dalle situazioni difficili, dai pensieri insistenti e dolorosi, a volte da te stesso basta solo trovare una via d’uscita. E questo lo sai perché tu, fino ad ora, l’hai sempre trovata.




























Lascia un commento